mercoledì 25 giugno 2008

The Secret - Il "segreto" rivelato

Sono ormai svariate settimane che sui siti specializzati in discipline olistiche, in particolare quelli in cui si vendono libri, dvd, ecc. come Il Giardino dei Libri che in testa alle vendite sia di libri che di DVD spadroneggia "The Secret" di Rhonda Byrne. Già best seller negli USA, da quando è stato tradotto in italiano sia il libro che recentemente il DVD, ha preso la prima posizione tra i libri più venduti del genere e non vuole mollarla, entrato inoltre tra i top 30 più venduti in assoluto a livello nazionale. Ho letto il libro e visto il DVD e volevo fare alcune riflessioni su quello che ho visto. Senza dubbio sia il film che il libro sono di grande impatto. Risentono nel loro aspetto esteriore di un'impronta diciamo un po' "americaniota", si vede e si sente l'impronta del marketing spinto su questo prodotto. Ma non sono uno di quelli che spara sugli americani a priori. Se le loro tecniche comunicative aggressive e persuasive sono usate per lanciare messaggi veri, positivi e forti, allora per me ben vengano. E in questo caso bisogna dire che il contenuto del libro non delude le grandi aspettative che la copertina fa presagire. Quando l'ho letto, personalmente ho provato una strana sensazione, è come se quello che leggevo l'avessi sempre saputo, e si stava risvegliando qualcosa di addormentato dentro di me. Come dicevo, l'impatto è notevole, ma forse vale la pena di approfondire un po' di più quello di cui parla quest'opera. The Secret parla per la maggior parte di legge di attrazione, affermando che questa è una legge dell'universo al pari di quella di gravità, e consiste nel fatto che il pensiero prevalente che alberga nella nostra testa attrae situazioni della nostra vita che continueranno a far manifestare sempre di più questi pensieri (ecco perchè è detta anche legge dell'abbondanza) fino a trasformarli nella nostra realtà quotidiana di vita. In poche parole quello che siamo oggi è il frutto di ciò che abbiamo pensato ieri, cose negative incluse. A supporto di questa tesi, l'autrice porta alcune testimonianze di persone con diverse esperienze, viventi o non, che affermano di conoscere il segreto e di applicarlo quotidianamente alla propria vita con successo. In effetti riflettendoci, troppo spesso pensiamo a cose negative o comunque a cose che non vogliamo, e questo secondo la legge dell'attrazione porta in essere ulteriori situazioni negative. Il concetto espresso, che si ritrova oggi anche in abbondanza nella fisica quantistica, è molto forte perchè comporta per la quasi totalità di noi mettere in discussione tutto ciò a cui siamo stati abituati a credere. E non parlo di religioni, ma del semplice fatto che siamo esseri viventi creati, esposti agli accadimenti della vita e in balia del non meglio precisato "destino". Questa teoria afferma al contrario che tutta la nostra esperienza di vita è il prodotto dei nostri pensieri in combinazione con le emozioni e la fede nell'universo. Il libro è una raccolta di testimonianze per lo più, e somiglia a un mosaico. Deve secondo me essere preso come spunto per approfondire il pensiero di quanti, nel presente o nel passato, hanno scritto sull'abbondanza, sulla fisica quantistica, sul pensiero positivo eccetera. Qualcuno mi ha chiesto: "Ma tu ci credi?" Io ho risposto: "Non lo so, proverò ad applicarlo e poi ti saprò dire se è vero o no" In fondo, provare che costa? Osservando le reazioni diffidenti delle persone razionali che approcciano a questa teoria, mi sono chiesto: "Visto che abbiamo la possibilità di provare sulla nostra pelle per capire se questa cosa è vera per me oppure no, il non crederci a priori e il rifiutare di provare ad usare una nostra potenzialità non è in conclusione una paura di stare bene? Una sottile voglia di vivere nelle difficoltà? Non è in definitiva la conferma che il proprio stare male è esattamente figlio di questo modo di pensare? Questo modo di pensare non è una conferma che la legge di attrazione esiste?"
Massimo

mercoledì 4 giugno 2008

Meditare fa bene

Tre mesi di intensa meditazione possono portare la mente di una persona ad acutizzarsi al punto tale da percepire dettagli e fatti della vita di tutti i giorni. Fatti che, normalmente, ci è quasi impossibile cogliere. E' come se si aprissero le porte in un mondo molto più vasto rispetto a quello a cui siamo abituati. Secondo uno studio americano, questa disciplina vecchia di millenni può realmente aiutare a controllare e sviluppare la mente dell'uomo e potrebbe dar modo di curare una problematica della mente - che impedisce un normale comportamento e una regolare concentrazione - nota come Adhd (attention deficit hyperactivity disorder), che colpisce dal 3 al 5% dei bambini.
Spiega Richard Davidson dell'Università del Wisconsin, neuroscienziato che ha seguito la ricerca: "Alcune caratteristiche della mente che si credevano assolutamente immutabili, in realtà possono subire profonde mutazioni con esercizi continui. La gente sa che l'esercizio può aumentare le capacità del proprio corpo, ma ora le nostre ricerche dimostrano, senza ombra di dubbio, che con l'esercizio è possibile aumentare anche la capacità mentale".
Porre attenzione ai fatti richiede tempo e impegno e poiché ciascuno di noi ha una limitata capacità mentale, la gran parte dei dettagli dei fenomeni che avvengono attorno a noi ci sfuggono. Un esempio tra i tanti: se due immagini vengono fatte comparire contemporaneamente su un video, una delle due non viene colta dalla mente. Il fenomeno è chiamato "cecità dell'attenzione". Ma il fatto che occasionalmente si riesca a cogliere anche la seconda immagine suggerisce che ciò possa diventare regola con un giusto esercizio della mente, che si può realizzare con la meditazione indiana.
Davidson si è convinto ad approfondire tutto ciò su diretto incitamento del Dalai Lama, una decina di anni fa. Spiega Davidson: "Anche se da trent'anni praticavo personalmente la meditazione, solo allora avevo capito che era giunto il momento di approfondirla dal punto di vista scientifico. Va detto infatti, che la meditazione è un metodo che facilita la regolazione delle emozioni e dell'attenzione e non si deve pensare che sia sempre qualcosa di trascendentale".
La ricerca ha permesso di scoprire che le persone che in media trascorrono una quarantina di minuti di meditazione al giorno ispessiscono le aree del proprio cervello dedite all'attenzione. "A questo punto penso sia necessario aprire una nuova strada della ricerca sul nostro cervello, che potremmo definire neuroplasticità. Essa si dovrebbe occupare della possibilità che abbiamo di cambiare la forma del cervello con l'esercizio mentale", ha spiegato Davidson.
Il neuropsichiatra ha concentrato la sua ricerca sul Vipassana, che è la più antica disciplina di meditazione buddista, in quanto risale a 2.500 anni fa, e che ha tra i suoi scopi quella di ridurre la distrazione mentale e incrementare le capacità sensoriali. La ricerca attuale si è concentrata su 17 volontari che hanno accettato di immergersi per 10-12 ore al giorno in meditazione, per tre mesi di fila. A questi si è aggiunta un'ulteriore ricerca su 23 volontari che hanno ricevuto una lezione di meditazione che poi hanno eseguito per 20 minuti al giorno per una settimana. Ai volontari è poi stato sottoposto un gran numero di immagini su un video che comparivano come flash. Durante ciò una serie di elettrodi seguiva l'attività del cervello.
Tutto ciò ha portato a scoprire che i volontari che si erano sottoposti alla meditazione intensiva erano in grado di cogliere un gran numero di informazioni in tempi brevissimi, mentre la seconda categoria vi riuscivano solo parzialmente e prove eseguite prima di sottoporsi alla meditazione mostrano una quasi totale incapacità nel cogliere le immagini proposte. La ricerca è stata pubblicata su PLoS Biology.
Clifford Saron del Centro per lo Studio della Mente e del Cervello dell'Università della California (Usa) ha spiegato: "La nostra vita è una serie di momenti successivi di "cecità dell'attenzione", in quanto sono più le cose che ci sfuggono di quelle che sappiamo cogliere. Se quanto ha dimostrato Davidson risulterà vero, un esercizio appropriato della nostra mente può aprirci un mondo diverso".
Ma come utilizzare questa scoperta per i bambini afflitti da Adhd? "Certamente non possiamo ipotizzare di sottoporli a meditazione intensiva, ma se riuscissimo a capire come essa agisce sul cervello, si potrebbe tentare di giungere a medesimi risultati per via medica". Nei prossimi cinque anni Davidson spera di arrivare a risultati concreti utili ad adulti e bambini.
Fonte: http://www.repubblica.it

giovedì 3 aprile 2008

L'arte della felicità

Prendo spunto da una notizia di oggi. Oggi qui a Napoli Matthieu Ricard, monaco buddista di origine francese e collaboratore del Dalai Lama, inaugura la manifestazione "L'arte della felicità". Ricard è considerato dagli scienziati che hanno esaminato il suo cervello l'uomo più felice del mondo (difficile dirlo da un esame scientifico secondo me ma comunque...), dirige da 35 anni il monastero buddista di Schechen sulle montagne del Nepal ed è uno molto "titolato" per parlare di felicità...Spero che la sua energia ci investa in questi giorni. Noi invece sicuramente partiremo alla ricerca dell'"arte della felicità" venerdì 11 per Ischia, dove condivideremo un weekend insieme sul piacere, e spero che questa esperienza ci riporti tanta felicità, proprio all'inizio della primavera.
Massimo

lunedì 17 marzo 2008

Ancora Tibet...

E' di poco fa la notizia che gli scontri si stanno allargando a tutto il territorio tibetano, a macchia di leopardo. Il Dalai Lama ha chiesto un'inchiesta per genocidio culturale. Non possiamo che essere vicini alla gente tibetana, ancora in lotta per i diritti più essenziali dell'uomo. Nel frattempo io oggi digiuno, e domani mi tatuerò la bandiera tibetana sulla spalla :)
Massimo

venerdì 14 dicembre 2007

Incontro con la vita o fuga dalla realtà?

Fra poco è Natale. Tutti corrono verso un bambino che nasce, nel quale ripongono l'attesa di tutti i loro desideri e le loro speranze, questo sembra molto bello, fa molto piangere in questo periodo ma non può essere una fuga dalle proprie responsabilità? Non può essere un non guardarsi dentro, non può essere un evitare la vita? E' paradossale perchè Gesù dice: "Io sono la vita" eppure gli uomini in Gesù fuggono la vita...E' strano, però a guardar bene sembra proprio così. Questa vuole essere una provocazione e vuole essere un piccolo dibattito sul ruolo da protagonisti che ognuno di noi ha in questa vita, sulla possibilità che ognuno ha di vivere la sua vita senza essere per forza salvato da qualcosa.....E' un invito a tutti coloro che amano la vita a far incontrare e scambiare le proprie idee. Grazie a chiunque aderirà a questo scambio...

Pensieri sul weekend "Maschile e Femminile"

Cari viaggiatori, vogliamo condividere con voi alcune delle emozioni che abbiamo provato e vissuto durante il weekend trascorso insieme.
Per me, Bartolomeo, è stato un weekend profondo, intimo e coinvolgente. Mi ha colpito la vostra voglia di mettersi in gioco, anche se, a volte gli esercizi potevano essere imbarazzanti.
Mi hanno commosso due momenti: l’interpretazione a due, e la vestizione del ruolo, ho sentito molta poesia e dolore trasformato.
Per me, Angela, è stato un weekend emozionante, di trasformazione, di conferme, di creatività.
E’ stato importante, per me, essere attore e spettatore mi ha permesso di entrare ed uscire dai miei schemi riuscendo a godere del momento.
E’ stato ancora più forte e coinvolgente vedere, sentire toccare la trasformazione del lavoro pensato in qualcosa di reale e di poetico.
Grazie a tutti per la disponibilità.
Vogliamo, inoltre, cari viaggiatori, ricordarvi che si avvicina la terza tappa del viaggio: Paura e Potere che si terrà a Vitorchiano il 1-2-3 Febbraio

Buona avventura
Bartolomeo ed Angela

sabato 8 dicembre 2007

La chiesa, La Cina, il Dalai Lama

Ho appreso in questi giorni che in Cina è stato ordinato un vescovo in una provincia in cui mancava un vescovo cattolico da circa 10 mesi (la notizia che ho visto al TG1 risulta al momento oscurata dall'ANSA). E' da ricordare che in Cina le autorità Cattoliche sottostanno al regime comunista, per cui questo non sarebbe stato possibile senza l'avallo del governo di regime. Questa possibilità si è avuta grazie alla garanzia che il papa non avrebbe incontrato il Dalai Lama, in questi giorni in visita in Italia. Credo che sia inammissibile questo ricatto da parte di un regime che fa della mortificazione della dignità umana il suo motivo di esistere, così come credo sia grave l'indifferenza che ha circondato la visita del Dalai Lama, nobel per la pace tra l'altro, in questi giorni. Totale distacco dalla chiesa, dalla "politica" italiana (l'unico a incontrarlo è stato il presidente della Regione Lombardia), dal capo dello stato (capo e stato con lettera minuscola volutamente).
Credo sia opportuno ribadire l'affetto che mi sento di esprimere a uno degli ultimi baluardi della pace, della non-violenza, del dialogo, dell'ascolto, del rispetto....una figura che tutte le persone di cuore amano e ameranno sempre, anche nel silenzio dell'informazione di regime di questa sottospecie di paese.

Massimo